La rivista di Arablit – Anno I, numero 2, dicembre 2011

Editoriale di Isabella Camera d’Afflitto

Nel primo numero della rivista si era parlato diffusamente della Primavera araba. Qui, al contrario, non se ne fa cenno, nonostante il nostro vivo interesse per quello che succede sull’altra sponda del Mediterraneo. Si tratta, però, di una scelta precisa, che risponde alla pressante necessità di comprendere più a fondo un processo democratico, tuttora in atto, e del quale andranno seguiti con attenzione gli sviluppi politici e i riflessi che si avranno nelle manifestazioni della cultura e del pensiero.

Con questo secondo numero della rivista prosegue dunque la nostra avventura editoriale, la nostra sfida nel cercare di pubblicare un semestrale, con l’esclusivo apporto dell’entusiasmo di tanti giovani collaboratori che, come me, pensano che la letteratura araba possa essere un efficace mezzo per meglio conoscere e far conoscere il mondo e la cultura araba in Italia e non solo.

L’interesse di questo numero è focalizzato, non del tutto casualmente, sulle donne. Infatti, ben quattro articoli su sei presentano le opere di scrittrici e artiste provenienti dalla Libia, Siria, Egitto, anche se incentrate non esclusivamente su problematiche di genere.

L’attenzione all’aspetto femminile è, d’altra parte, il filo conduttore di alcune recensioni in cui si presentano le opere di quattro scrittrici, un’omanita, due siriane e una saudita.

Inoltre, è stata inserita una nuova rubrica, “Interviste”, che in questo numero ricorda la figura della femminista yemenita Ra’ūfah Ḥasan, recentemente scomparsa.

Ma gli scrittori stiano tranquilli, questa non sarà una rivista sulle donne, anche se la maggior parte dei collaboratori fino ad ora è rappresentata da giovani studiose italiane che, evidentemente, hanno ravvisato il loro interesse proprio sulla produzione letteraria femminile.

Due articoli, infine, il primo sul teatro di Mārūn al-Naqqāš, visto da un orientalista italiano del primo Novecento, e il secondo su una pièce ritrovata negli archivi della Radiodiffusion tunisina, più altre recensioni su recenti saggi e sulle opere dei maggiori scrittori arabi del momento, completano il numero.

Per le recensioni non ci si è posti nessun limite bibliografico. “La rivista di Arablit” recensirà quei libri che saranno giudicati degni di interesse anche se “datati”. Molte opere di grande valore sono state trascurate o ignorate in passato e, segnalandole, ci sembra il miglior modo per farle conoscere e apprezzare. L’importante è presentare quanto di buono e interessante non abbia trovato altri spazi di critica o di promozione in Italia e all’estero.

Sebbene la maggior parte dei lavori qui presentati rientri nel panorama delle novità editoriali, non si rincorreranno a tutti i costi le ultime proposte dell’editoria araba e si potranno altresì pubblicare recensioni di inediti, se capiteranno. In fondo, quello che guida ciascuno di noi, è l’entusiasmo della scoperta, di fare qualche cosa che nessuno ci ha chiesto, che ci costa tanta fatica, ma che facciamo per esclusivo piacere. Questo è un invito, quindi, a collaborare a quanti la pensano come noi e a mandare i loro scritti (larivistadiarablit@gmail.com).

Infine, il crescente numero di studiosi, studenti, editori e osservatori del mondo arabo che in questi mesi hanno aperto le pagine della rivista, ci è sicuramente di incoraggiamento per proseguire, anche se probabilmente, in futuro, si dovranno apportare dei cambiamenti tecnici e formali; gli eventuali problemi si risolveranno man mano, grazie anche ai continui suggerimenti di chi ci legge.

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