La Grande Guerra di Mīḫāʾīl Nuʿaymah

(The Great War of Mīḫāʾīl Nuʿaymah)

in La rivista di Arablit, a. IX, n. 17-18, dicembre 2019, pp. 9-24.

Basing ourselves on the second volume of Mīḫāʾīl Nuʿaymah’s autobiography Sabʿūn, we analyse his reflections, notes and memories relating to the Great War and especially to his participation in a military campaign in France. The absurdity of a war in which he feels unjustly involved leads him to look even at the enemy through a feeling of human brotherhood. From our analysis of Muḏakkirāt al-Arqaš, conceived in 1918 under the stimulus of news coming from the war front, the similarity between Nuʿaymah’s thought and that of the “disfigured by smallpox” becomes evident. In our contribution, we take into consideration also Nuʿaymah’s poem Aḫī – cited in his autobiography and composed before leaving for the front – in which the poet prophesies that, at the end of the conflict, the Arabs – with whom he fraternizes in a definitely more visceral sense of brotherhood – would have just nothing to celebrate.

1. L’autobiografia

Nel 1959-60, al raggiungimento dei suoi settant’anni, Mīḫāʾīl Nuʿaymah (1889-1988) pubblica a Beirut la sua autobiografia Sabʿūn. Ḥikāyat ʿumr (Settanta. Storia di una vita)1, nella quale ripercorre le principali tappe della sua esistenza, scandendole in tre volumi. Guardando indietro nel tempo, Nuʿaymah, letterato affermato e di riconosciuta fama, individua tre periodi distinti.
Il primo periodo, coincidente con il primo volume, è caratterizzato dalla sua esperienza slava. Nasce nel 1889 a Biskintā sulle pendici del Monte Ṣannīn, nel Libano centrale, una ventina di chilometri a Nord-Est di Beirut, da una famiglia di piccoli agricoltori. Arabo cristiano del Libano, ma di confessione ortodossa e non maronita, grazie all’interesse politico-religioso dell’Impero russo per le comunità greco-ortodosse d’Oriente, intraprende la sua formazione in una scuola russa del suo paese natale e prosegue nella scuola russa di Nazareth, in Palestina. Si trasferisce quindi in Russia, dove trascorre alcuni anni in Ucraina centrale, per frequentare i corsi del seminario di Poltava dal 1906 al 1911, studiando e assimilando la grande letteratura russa, che non smetterà mai di ammirare profondamente.

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  1. Mīḫāʾīl Nuʿaymah, Sabʿūn. Ḥikāyat ʿumr, Dār Ṣādir, Bayrūt 1959-1960, 3 voll.

This is an Article from La Rivista di Arablit - Anno IX, numeri 17-18, dicembre 2019

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