Aḥmad al-Za‘tar: il modello etico del fidā’ī e la sua consacrazione letteraria nei versi di Maḥmūd Darwīš

(Aḥmad al-Za’tar: the ethical model of the fidā’ī and its literary consecration in the verses of Maḥmūd Darwīš)

in La rivista di Arablit, a. X, n. 19, giugno 2020, pp. 79-94.

The Palestinian cultural heritage resurgence began simultaneously with the Zionist project for a Jewish state in the Holy Land. Arab-Palestinian elites strived to redefine their collective identity to ward off this danger, but the Arab-Israeli war of 1947-1948 resulted in a diaspora of Palestinian society: over 900,000 people were forced into exile, sowing the seeds for new geographies, narratives and identities. An armed resistance movement in Lebanon created a new sense of belonging: between 1969 and 1982, the Palestinian guerrilla movement fueled the dream of an Arab world free from colonialism. The fidā’ī – the Palestinian resistance fighter – became the symbol of a collective transnational identity. This paper provides insights into the aforementioned historical junctures, in order to examine the poem Aḥmad al-Za‘tar, by Maḥmūd Darwīš, which corresponds to a literary consecration of the ethical paradigm that the fidā’ī epitomized in those years.

Sono questi i nostri versetti, leggi
in nome del fidā’ī che ha creato
dagli stivali un orizzonte1.

Benché frutto di un bagaglio di peculiari esperienze collettive, ogni identità è, in ultima istanza, una costruzione umana che implica l’esistenza di un’alterità e la continua (ri)definizione dei suoi tratti distintivi. Mai statica, l’identità del sé o dell’altro è soggetta a fluttuazioni e reinterpretazioni, esito della costante rielaborazione che ogni società compie dei propri paradigmi culturali2.
Nel caso della popolazione autoctona della Palestina, l’inizio del processo di ricostruzione identitaria ha coinciso con la penetrazione economica europea in Terrasanta e con l’interesse britannico per la causa sionista, che ha reso possibile la successiva politica di insediamento coloniale, preludio alla dominazione diretta.


1 Maḥmūd Darwīš, Madīḥ al-ẓill al-‘ālī. Qui e oltre, la traduzione del poema è di Saleh Zaghloul. Cfr. Mahmud Darwish, Elogio dell’ombra alta, Associazione Culturale Amicizia Sardegna-Palestina, Cagliari 2019.
2 Edward Said, Orientalism, Penguin Classics, New York 1978 (2003), p. 332.

This is an Article from La Rivista di Arablit - Anno X, numero 19, giugno 2020

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L’Autore

Marco Ammar |